IN LABORATORIO

Giunto in laboratorio, il campione di sangue viene immediatamente trattato. Utilizzando procedure standardizzate a sistema chiuso, il sangue viene scisso nei suoi componenti costitutivi, e vengono isolate le cosiddette “cellule bianche” (WBC, White Blood Cells) che contengono le cellule staminali. Le cellule, sigillate in apposite sacche di crioconservazione identificate mediante un codice a barre, vengono quindi portate progressivamente e in modo programmato alla temperatura di -100°C. Per ottimizzare questa delicata fase della lavorazione, si utilizza un “abbattitore di temperatura” controllato da un computer, che garantisce una procedura sicura e affidabile.

A questo punto la sacca viene trasferita nella banca di quarantena, in attesa dei referti delle analisi microbiologiche e sierologiche e dunque finché non si abbia la certezza che il campione di cellule non è contaminato e può essere trasferito nella banca definitiva. A differenza della banca di conservazione definitiva, dove i campioni sono immersi in azoto liquido alla temperatura costante di –196°C, quella di quarantena è una banca di stoccaggio in vapori di azoto liquido, per una ulteriore e assoluta garanzia di sicurezza. Tecnologie e rigidi protocolli operativi assicurano le massime condizioni di sicurezza, sia durante la fase di preparazione e congelamento del campione, sia negli anni a seguire.

SSCB sottopone tutti i campioni di sangue alle più accurate analisi, per escludere la presenza di agenti patogeni che potrebbero compromettere la conservazione delle cellule, resistere al congelamento o trasmettere malattie al momento dell’eventuale reimpianto. I test microbiologici vengono effettuati direttamente sul campione di sangue cordonale, mentre le analisi sierologiche vengono disposte, per una maggiore sicurezza, su un campione di sangue venoso materno, che viene raccolto in due apposite provette (contenute nel kit) contestualmente al prelievo del sangue cordonale.

Perfezionata la procedura di conservazione e accertata la negatività alle analisi microbiologiche e sierologiche, il campione viene trasferito nella banca di stoccaggio definitiva, dove rimarrà – immerso in bagno di azoto liquido – per tutto il tempo definito dal contratto, ovvero finché non ne sarà richiesto il recupero con finalità terapeutiche. SSCB spedisce ai genitori un certificato attestante l’avvenuta conservazione del campione, identificato da un codice univoco di riconoscimento. Il documento contiene indicazioni quantitative precise (numero delle cellule separate e conservate) e anche il risultato delle analisi effettuate sul campione.