COSA SI CURA CON LE STAMINALI CORDONALI?

Il testo che segue è tratto dall’opuscolo Uso appropriato delle cellule staminali del sangue del cordone ombelicale, pubblicato dal Ministero della Salute italiano. Una fonte pubblica, dunque, che si è scelto di citare nella consapevolezza di dover offrire, su un argomento così delicato, un’informazione prudente e che non sia espressione di interessi di parte.

“Fino a circa 20 anni fa, il trapianto di cellule staminali emopoietiche era riservato solo a pazienti con leucemie acute. Da allora il trattamento si è dimostrato elemento fondamentale nella terapia per pazienti con molte patologie ematologiche (leucemia mieloide cronica, leucemia mieloide acuta, leucemia linfatica acuta) ma anche nel recupero dopo terapie sovramassimali in tumori solidi, in linfomi di Hodgkin (HDG) e linfomi non-Hodgkin (NHL), mieloma multiplo e, specialmente negli ultimi anni, nei tumori della mammella.

In questi casi non è il midollo il diretto bersaglio della terapia, ma la sua distruzione è il risultato della somministrazione di dosi talmente elevate di radio- o chemioterapia diretta contro tessuti diversi che, contrariamente alle terapie convenzionali che pongono particolare attenzione alle dosi tollerabili per evitare gravi danni immediati e tardivi, provocherebbero la morte del paziente; infatti, il midollo osseo è uno dei tessuti ad elevatissima sensibilità alle comuni terapie oncologiche. Una delle recenti applicazioni del trapianto autologo di cellule staminali emopoietiche è la sua utilizzazione per il trattamento di malattie autoimmuni non responsive alle terapie convenzionali e in rapida evoluzione.

Se vuoi approfondire i vantaggi nell’uso delle cellule staminali allora scarica l’infografica informativa.

Le patologie per le quali i vantaggi derivanti dall’uso delle cellule staminali emopoietiche risultano scientificamente provati sono:

  1. Aplasia midollare
  2. Leucemie acute linfoidi e mieloidi
  3. Leucemia mieloide cronica
  4. Mielofibrosi con metaplasia mieloide
  5. Linfomi non Hodgkin
  6. Linfoma di Hodgkin
  7. Leucemia linfatica cronica
  8. Mielodisplasia
  9. Mieloma multiplo
  10. Neuroblastoma
  11. Sarcoma dei tessuti molli
  12. Errori congeniti
  • Immunodeficienze primitive
  • Disordini congeniti
  • Disordini lisosomiali
  • Disordini non lisosomiali

Un elenco più dettagliato è contenuto nell’allegato 1 del Decreto 18 novembre 2009 del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali (GU 31.12.2009).

La comunità scientifica rivede periodicamente tali indicazioni, in base alla casistica e ai risultati di trial clinici.”

Cellule staminali, un tesoro da custodire

Le cellule staminali presenti nel cordone ombelicale hanno enormi potenzialità. Conservarle significa proteggere il futuro non solo del vostro del bambino ma anche di tutta la famiglia. In alcuni casi, infatti, offrono una possibilità di cura, se non l’unica, a pazienti affetti da gravi malattie, soprattutto del sangue, ma non solo. Non tutti però sono a conoscenza di questa opportunità. Ecco dunque uno schema utile per tutte le mamme e i papà che, già durante il periodo della gravidanza, scelgono di prendersi cura del futuro del proprio figlio.

Vista la loro capacità rigenerativa, le cellule staminali rappresentano senza dubbio la nuova frontiera della medicina, ma cerchiamo di capire meglio cosa sono. In sostanza, le staminali sono cellule madri che non hanno ancora una specializzazione, capaci di trasformarsi in diversi tipi di cellule del corpo, ognuna con funzioni specifiche. Oggi, grazie alla scienza e alla ricerca, è possibile utilizzare queste cellule per ‘riparare’ organi e tessuti danneggiati.

Le cellule staminali però non sono tutte uguali e si distinguono in ‘embrionali’ ed ‘adulte’. Mentre le staminali embrionali, presenti solo nell’embrione ai primissimi stadi dello sviluppo, sono in grado di differenziarsi in tutti i tipi cellulari del nostro corpo; quelle adulte, presenti in alcuni dei nostri organi e tessuti, a seconda delle loro caratteristiche, sono in grado di differenziarsi in alcuni tipi di cellule (staminali pluripotenti o multipotenti) o in un solo tipo cellulare (unipotenti).

A fare la differenza c’è anche l’aspetto etico. Anche se hanno una capacità proliferativa maggiore, l’estrazione delle cellule embrionali presuppone la distruzione dell’embrione, un problema che non si pone per l’utilizzo terapeutico delle staminali adulte: le cellule staminali ricavate dal cordone ombelicale sono di tipo adulto e pluripotenti.

Le cellule staminali del cordone ombelicale: da rifiuto a risorsa.

Vitale per il bambino ancora nella pancia della propria mamma, il cordone ombelicale dopo il parto generalmente viene gettato diventando materiale di scarto. Eppure il cordone ombelicale è una vera e propria risorsa: all’interno del sangue cordonale, infatti, è possibile trovare cellule staminali ematopoietiche che, ad oggi, rappresentano una risposta efficace al trattamento di diverse malattie ematologiche e di talassemie.

Ma le sorprese non sono finite. Il tessuto che riveste il cordone, detto gelatina di Wharton, è anche ricco di staminali mesenchimali che rappresentano il futuro della medicina rigenerativa. A differenza delle ematopoietiche, infatti, che si trasformano ‘solo’ in cellule del sangue (globuli rossi, globuli bianchi e piastrine), le mesenchimali possono trasformarsi anche in altro (neuroni, tessuto osseo, muscolare, cardiaco, ecc).

Si tratta di cellule giovani che hanno una maggiore capacità di autorinnovamento e differenziamento. Basti pensare che il co-trapianto di cellule staminali ematopoietiche con staminali mesenchimali non solo è efficace e sicuro ma riduce anche i casi di rigetto durante i trapianti.

Le cellule staminali del cordone ombelicale, oltre ad essere disponibili nell’immediato, hanno il 100% di probabilità di compatibilità con il bambino. Ad oggi, con queste cellule, è possibile curare oltre 80 malattie di natura ematologica, metabolica e immunitaria ma, grazie ai continui progressi della ricerca medica, nel prossimo futuro rappresenteranno la riposta alle più gravi e diffuse patologie.