Dr. ssa Joanne Kurtzberg: “Il potenziale del sangue cordonale per trattare malattie molto gravi comincia solo ora ad essere compreso”

” Credo che il sangue cordonale abbia un lungo percorso di sviluppo dinanzi a sé, quello che una volta era considerato semplicemente uno tra i tanti rifiuti biologici da gettare dopo il parto è invece una preziosa fonte di cellule staminali, che potranno un giorno essere impiegate per salvare una vita. Il sangue del cordone ombelicale può infatti essere raccolto al momento del parto, crioconservato e impiegato anni dopo nella terapia di numerose patologie e disordini genetici. Le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere un elemento chiave per salvare la vita di un paziente e possono sostituire le cellule staminali prelevate dal midollo osseo. Prevedo che l’uso di queste cellule, sia in ambito autologo che allogenico, emergerà come uno dei più grandi vantaggi tra le nuove terapie disponibili entro i prossimi dieci anni.”

Prof. Joanne Kurtzberg, Presidente della Cord Blood Association, Direttrice del Clinical and Translational Cell Therapy Program, Duke University, Durham, NC, USA

È con queste parole che la Dott. ssa Joanne Kurtzberg, Chief Scientific Officer presso la Duke University, chiude l’articolo parlando della propria esperienza che l’ha portata ad esaminare prima e ad utilizzare dopo le cellule staminali del sangue cordonale come fonte alternativa a quelle contenute nel midollo osseo.

Joanne Kurtzberg è considerata uno dei pionieri nello sviluppo e nell’applicazione di terapie innovative che prevedono l’utilizzo delle cellule staminali da sangue del cordone ombelicale.

Il suo interesse per queste cellule è nato durante gli studi presso il reparto di oncologia/ematologia pediatrica a Duke. Proprio in quegli anni, infatti, ebbe modo di intraprendere la sua attività trattando bambini e ragazzi adolescenti affetti da leucemia e da altre patologie ematiche come l’anemia di Fanconi.

Tale esperienza è stata riassunta in un articolo molto interessante pubblicato online su alcuni siti come www.StemCellsTM.com oppure http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/sctm.17-0075/full.

In particolare, la Dott. ssa Kurtzberg sottolinea come le cellule staminali rappresentino un enorme potenziale nella terapia cellulare e nella medicina rigenerativa; ecco perché – in uno dei passaggi fondamentali dell’articolo – pone in risalto la necessità di raccogliere e crioconservare queste cellule, purtroppo spesso considerate dei prodotti di scarto mentre invece rappresentano le basi per terapie di valore.

Le applicazioni terapeutiche che, secondo la Dr. ssa Kurtzberg, potrebbero coinvolgere le staminali cordonali in futuro sono molteplici, tra queste non solo le leucemie o le altre malattie maligne del sistema ematopoietico ma anche l’insufficienza del midollo osseo, malattie metaboliche ereditarie, disturbi di formazione dell’emoglobina nell’infanzia fino al diabete di tipo I, malattie autoimmuni e lesioni cerebrali.

L’importanza della conservazione delle cellule staminali viene ancora una volta ribadita con dei riscontri scientifici che non lasciano spazio a dubbi.

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