Miastenia grave, remissione duratura dopo trapianto autologo di staminali ematopoietiche

Pubblicati online su JAMA Neurology, i risultati ottenuti in sette pazienti affetti da una forma severa di miastenia grave (MG) supportano l’uso del trapianto di cellule staminali ematopoietiche autologhe (HSCT) per il raggiungimento di una remissione a lungo termine della patologia. In tutti i soggetti trattati è stata infatti raggiunta una remissione completa e prolungata libera da sintomi e da trattamenti in seguito all’intervento.

La miastenia grave è una patologia autoimmune causata da anticorpi che bloccano i recettori colinergici postsinaptici della giunzione neuromuscolare, inibendo l’effetto stimolante neurotrasmettitoriale dell’acetilcolina. Da ciò derivano i classici sintomi: debolezza muscolare fluttuante e affaticabilità, che possono evolvere in quadri gravi.
L’importanza di questo studio consiste nel fatto che alcuni pazienti con MG non rispondono al trattamento convenzionale e hanno sintomi gravi o pericolosi per la vita. Terapie alternative ed emergenti non hanno ancora dimostrato un’efficacia costante e duratura. Il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche (HSCT) si è però rivelato efficace nel trattamento di altre gravi condizioni neurologiche autoimmuni e si è pertanto ritenuto che potesse avere un’applicazione simile per la MG.
Lo studio riporta gli outcome conseguiti presso l’Ospedale di Ottawa dal 1 ° gennaio 2001 fino al 31 dicembre 2014, con un follow-up mediano di 40 mesi (range 29-149 mesi). La raccolta e l’analisi dei dati sono state effettuate dal 1° febbraio al 31 agosto 2015. Tutti i soggetti avevano persistenti sintomi correlati alla MG, severi o pericolosi per la vita nonostante l’uso continuato di terapie immunosoppressive intensive.

«Il trattamento mira a sostituire integralmente un sistema immunitario autoreattivo con uno protettivo e auto-tollerante» spiegano gli autori dello studio, componenti di un team dell’Università di Ottawa (Canada) e operante all’Ospedale della stessa città – coordinati da Christopher Bredeson, direttore della Divisione di Ematologia e del Bone Marrow Transplant Programme.
L’outcome primario era l’attività della malattia dopo HSCT autologo misurata dalla frequenza delle visite al pronto soccorso e dal numero dei ricoveri, oltre che dalla classificazione clinica della Myasthenia Grave Foundation of America (MGFA), dallo stato della terapia MGFA e dallo stato post-intervento MGFA. Gli outcome di sicurezza comprendevano tutte le complicanze severe correlate all’HSCT autologo.

Inizialmente sono stati mobilizzate le cellule staminali ematopoietiche autologhe per il successivo trapianto mediante ciclofosfamide e fattore stimolante le colonie dei granulociti (G-CSF), raccolte dal sangue periferico tramite leucaferesi e purificate da linfociti contaminanti utilizzando la selezione immunomagnetica delle CD34.
Alla fine di follow-up, dai 29 ai 149 mesi dopo il trattamento, tutti i pazienti sono stati classificati in remissione stabile completa in base alla classificazione MGFA, tutti i pazienti hanno raggiunto una duratura remissione di malattia, stabile e completa secondo i criteri MGFA, senza sintomi residui MG e con libertà da qualsiasi terapia MG in corso. Tutti i pazienti hanno interrotto le terapie immunosoppressive entro 8 mesi dal trattamento e sei pazienti (86%) hanno interrotto del tutto la terapia MG.
Tre pazienti (43%) hanno avuto transitorie riattivazioni virali e 1 (14%) ha sviluppato una malattia autoimmune secondaria dopo HSCT autologo: tutti questi casi sono stati risolti o stabilizzati mediante vari trattamenti. Non ci sono stati decessi correlati al trattamento o alla MG.